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SH 09.75 LAFALCE - s/t MCD (we are really proud of it!!! this guys play fast and heavy hardcore, and manage to pull off everything with extreme tightness and brutality. the vocals are high pitched, but still have a blood gargling sound to them. frenzied time changes and intense drumming... some people said "IF BELZEBU' CALLING LAFALCE REPLAY") price: 6.00€ first press:1000 (co-production with Life of Hate, Redcarsgofaster rec, Riot rec, Anno Zero, Teppa Life, Tony Cascarino, La Fiera dell'Odio) year: 2002 status: SOLD OUT reviews: Un delizioso motivetto anni ’50 precede 23 minuti di violenza sonora, furia incontrollabile, abrasioni metalliche, rallentamenti introspettivi che difficilmente catalizzano la rabbia e la pesantezza del suono de LaFalce. Viene definito un gruppo emo-violence, emo-metal: ascoltando il cd ho capito il motivo. In effetti alla brutalità del suono si accompagna una certa attitudine ed un messaggio (testi in italiano) molto personale, profondo, introspettivo, insomma emozionale. L’urlato spaventoso e “impastato” di Nat dà un’aura di disperazione e di urgenza a quelli che (letti al di fuori del contesto musicale) sembrerebbero brevi componimenti poetici. Confezione apribile, curatisssima, con booklet interno, molto, molto seducente. Indicatissimo agli abituali fruitori di cose tipo: Unruh, Reversal Of Man et similia. Purtroppo questo cd esce dopo lo scioglimento del gruppo bergamasco a causa della tragica morte del loro batterista Giorgio. (kathodik.it) Promo del disco degli orobici La Falce, combo dedito ad un hardcore molto vicino al crust, con voce urlata all'estremo. Alternano parti veloci ad altre piu sofisticate, con qualche arrangiamento al punto giusto. La qualita' di registrazione e' buona, la voce si stende riempiendo ogni nicchia lasciata dagli strumenti, e la batteria sostiene molto bene il basso e le chitarre, incisive come serve. Le canzoni, che a un profano del genere potrebbero sembrare non molto elaborate, sono in realta' molto curate, basta sentire il primo pezzo, "L'intelligenza dei maiali", oppure le parti di chitarra su "Edificabile". Hardcore, crust, a tratti quasi grind (The incredible machine), i La Falce sbattono in faccia tutta la negativita' che hanno dentro, sia nei testi allucinati e allucinanti che nella loro cocktail musicale; colpendo il bersaglio, sicuramente il disco in questione si fara' apprezzare tra gli estimatori del genere (subrock fanzine) Forse meno eterogenei, ma altrettanto sinceri e coinvolgenti, i bergamaschi Lafalce (lafalce@infinito.it) hanno una storia travagliata e spalle sufficientemente larghe per farne la propria forza. Il loro cd omonimo esce dopo una tragedia che ha segnato irrimediabilmente la formazione, causandone purtroppo lo scioglimento. Nudi e devastanti nelle loro forme emoviolence estreme sconfinanti nel metal, gli otto brani feriscono e raccontano storie di inadeguatezza e disagio comuni a tanti. Il tutto racchiuso in una splendida confezione senza plastica (rumore) Il cd si presenta bene, un digipack semplice, ma molto ben fatto. Onestamente non sapevo cosa aspettarmi, ma da vecchia ciabatta che sono diventando, ero scettico ed invece è stata una piacevole sorpresa. I LaFalce erano un buon gruppo anche dal vivo (come nella migliore tradizione del circuito hardcore) e per fortuna la registrazione non li ha penalizzati per nulla, come invece succede a molti gruppi con le chitarre chugga-chugga. Per chi di voi fosse nuovo al combo, potrebbero rientrare nel calderone di quel filone emo (ma de che?)-metalloso(ma dove?)-ebullition(ma sì!), che in Europa ha fatto molti proseliti in Italia ed in Germania. Idealmente si potrebbero inserire in quella tradizione hard-core "neurotico" che va dai Concrete ai Los Vaticanos. Se state ancora storcendo il naso per la parola metal, non immaginiate roba stile Earth Crisis, Bloodlet o Hatebreed, se volete qualche nome di riferimento si potrebbe parlare di cose molto più particolari, dagli ultimi Catharsis a varie influenze di quel metal deviato alla HydraHead un po' di His Hero is Gone e sorpresa, sorpresa: in alcuni passaggi mi ricordano persino i primi Negazione (anche se credo che ciò sia dovuto all'uso del italiano e a fattori più o meno casuali). Forse mi sarebbe piaciuto vederli osare un po' di più uscendo maggiormente dagli stilemi del genere, ma comunque un ottimo risultato, per chi scrive il migliore in ambito italiano insieme ai To Die For. La dimostrazione che una coproduzione fra etichette più o meno piccole ed un gruppo alla prima uscita, non necessariamente danno un risultato approssimativo(sodapop.it) 4 stelle su 6 questo CD è coprodotto dall'etichetta che fondai anni orsono con Manuel, la Shove Records. Però, dato che da qualche anno ormai il merito per la continuazione dell'attività della label va solo ed esclusivamente a Manuel stesso, che si fa il culo e si sbatte abbestia, mi sento libero di recensire questa uscita senza sensi di colpa e sicuro della pulizia della cosa (insomma, non tiro l'acqua al mio mulino in nessun modo!). Passiamo alla musica, dopo il pistolotto iniziale... LaFalce. Appunto, di nome e di fatto. Una lamata sul collo... cazzo, mi è piaciuto un casino questo CD, nonostante sia fuori dal mio binario musicale. Hardcore violento, scuro, pesante... con sciabolate di velocità e iniezioni di metallo, ma di quello tosto, non cazzate riciclate e riff di quinta generazione! Un ascolto che ti segna, davvero: qui dentro c'è il rock'n'roll in una delle sue evoluzioni più scure e maligne. Grande. Ah, se vi interessasse anche il lato estetico, la confezione è da urlo. Bravi tutti... il gruppo e i coproduttori (too much junkie) Questo cd mi piace... cazzo quanto mi piace....Cosa fanno i lafalce per piacermi così tanto? Brutal emo-violence cupo, caotico e disperatissimo, con influenze metal che danno un tocco di violenza in più. Il chitarrista è un mostro: riff cupi quasi epici (...forse esagero...ma è per rendere l'idea...) si alternano ad altri più metallici, sorretti da un bel basso e da una batteria iperarticolata e veloce, il tutto condito con la voce disumana e ultradisperata... un vero e proprio grido di dolore sopra l'inferno creato dagli altri strumenti. Buona registrazione e ottima tecnica. Davvero poche parole... se vi piace il genere, o gruppi ultraviolenti alla Acme, non potete mancare perchè non è facile essere così violenti e contemporaneamente riuscire ad emozionare. Dove stavolta le emozioni in ballo sono sicuramente quelle più cupe, sinistre e negative della natura umana. Lì ho visti anche dal vivo (ora hanno un nuovo nome: The Infarto Scheisse!) dopo la tragica scomparsa del batterista (a cui è dedicato il cd) e sono ancora meglio che su disco (la haine ezine) Un disco che davvero stupisce e sorprende ad ogni ascolto. È da tempo che non mi capita di ascoltare in ambito HardCore un prodotto così maturo e vario. Questi quattro ragazzi sanno davvero il fatto loro: un'ottima tecnica, buona abilità compositiva e attitudine da vendere. La musica del progetto LAFALCE è difficilmente etichettabile, se l'HardCore rimane il canone di fondo di questo cd, le più disparate influenze si sovrappongono e si amalgamano in queste tracce. Repentini cambi di tempo, riff gelidi di stampo Black Metal (ascoltatevi "Un momento di inerzia") che si uniscono a momenti di rumore vicino al noise core dei seminali NEUROSIS, sfuriate al limite del Grind o del beat blasting Black Metal, stacchi soffocanti, in cui l'angoscioso e claustrofobico riffing work sotterra la speranza. La voce è urlata e sofferente e la scelta di cantare in italiano non pregiudica affatto la riuscita dei pezzi. Ho davvero adorato la chitarra di Gianluca, melodica e tecnica quando serve, graffiante e gelida nei momenti di furia e dolore. La sezione ritmica è parimenti ottima, ricca di cambi di tempo, ritmiche serrate e rallentamenti repentini, con un drumming non eccessivamente scarno, me al contrario nemmeno ipertrofico. Quello che conta comunque è l'insieme di questi quattro elementi e vi assicuro che messi assieme spaccano davvero! Le canzoni non sono mai scontate e per assimilarle veramente in ogni sfumatura sono necessari diversi ascolti, tuttavia già da subito la musica di LAFALCE ti prende e ti conquista l'anima. Ho davvero apprezzato anche i testi, di chiara matrice anarchica, spesso al limite del nichilismo, che denotano comunque una necessità di comunicare qualcosa o di spingere i propri ascoltatori alla riflessione, il consiglio è di leggerli e meditarci su. Per concludere un ottimo disco, che a mio avviso è indicato per tutti, non solo per i fan dell'HardCore e che non deluderà affatto l'ascoltatore, sempre che questo sia dotato di un barlume di intelligenza! (silent scream) Lafalce gives you 9 tracks of brutal and uncompromising modern hc here. Their sound is strainded, grinding, and very chaotic. A lot of their music is reminescent of the heavy screamo stuff like CVW and Reversal of man. Lafalce has come to kick your head in for sure. Occasionaly they throw in the slight mosh metal breakdown, but more than not it is just tight and crazy hardcore (heartattack # 37) |