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SH 09.5
PRIMADELLAPIOGGIA - tesis CD
(evilemo with technical metal riffs, and sound like hydra head stuff...
with old cave-in influence)
price: 6.66€
first press: 1000
(co-production with Primadellapioggia, Anno Zero)
year: 2002
status: SOLD OUT
reviews: E’
una domanda che tutti si pongono spesso, cosa rimane da dire al rock e
alla musica in generale? Ormai decisamente poco, perciò quello che bisogna
dire è bene comunicarlo in maniera piacevole o perlomeno tecnicamente
impeccabile. I primadellapioggia, gruppo hardcore udinese capitanati da
Daniele Stroppolo, riescono a fare entrambe le cose in maniera perfetta.
“Tesis” sono nove canzoni di hardcore ora urlato, ora sofferto ma sempre
sincero, scritte in un coraggioso italiano che riesce facilmente ad emozionare
l’ascoltatore e ad annoiarlo molto di rado. Sbocchi nel progressive e
pezzi più pacati del solito hardcore italiano fanno di questo cd una vera
rarità al giorno d’oggi nel panorama musicale underground. La voce di
Daniele poi è perfetta, furiosa quando serve e fragile nei momenti più
pacati, evitando intelligentemente i tanto utilizzati coretti che sinceramente
ormai suonano abbastanza ridicoli. Forse l’unica critica che potremmo
muovere ai primadellapioggia è che con un pizzico di coraggio in più si
poteva fare un cd da mascella per terra. Ma tutto sommato non credo sia
possibile accusare una band post hardcore di essere poco progressive,
poi fargliene un torto sarebbe assurdo. Si può invece dire della produzione
un po’ sbrigativa della batteria, che tende ad offuscarla nei momenti
in cui servirebbe qualcosa di più oltre al suono macinante delle chitarre.
Però va bene, i primadellapioggia sono comunque un piccolo tesoro da non
lasciarsi scappare, per esperti del genere e anche per chi è agli inizi.
‘Non c’è altro’. (kathodik.it) Sorpresa da Udine: i Primadellapioggia,
combo dal nome molto emozionale (scritto tutto attaccato, come va di moda
di questi tempi!) ma di probabile derivazione cinematografica (se non
sbaglio dovrebbe essere il titolo di un film uscito qualche anno fa),
ci danno una davvero persuasiva lezione di emotional-caotic metal-core
cantato in italiano. Un piccolo capolavoro la confenzione, con booklet
completo di tutti i testi, molto poetici, e costellato dalle belle foto
della cover-girl; particolari sono anche i titoli delle tracce, ognuna
dedicata semplicemente ad un elemento chimico, Premesso ciò, andiamo al
sodo: quello che ci interessa di più è come sempre la sostanza. Dunque,
le nove canzoni del disco sono tutte molto ben suonate e registrate con
estrema perizia tecnica: esplosioni di rabbia impressionanti con tanto
di "harsh voice" da far venire i brividi si susseguono a momenti di calma
irreale - vocals e chitarre pulite in pieno stile emo - in un'alternanza
di emozioni tanto inquietante quanto affascinante. Solo ad un primo distratto
ascolto può apparire che le strutture dei singoli brani si assomiglino
un po' troppo tra di loro, poichè successivamente si comincia ad apprezzarne
tutte le sfumature. In ogni caso i punti da focalizzare sono piuttosto
altri, come per esempio l'incredibile impatto emotivo capace di sprigionare
questo disco: può trasformarsi infatti in un'esercizio catartico abbandonarsi
alle atmosfere calustrofobiche ed angoscianti o lasciarsi sopraffare dall'intera
gamma dei sentimenti umani dai quali questo "Tesis" è in grado di farsi
attraversare, stupendosi di come possano andare d'accordo stati d'animo
così contrastanti uno con l'altro, uniti in una grande contraddizione.
Fino a scoprire che in fondo i friulani non fanno altro che sbatterci
in faccia la nuda e cruda verità, dimostrandoci come l'incoerenza insita
nella loro musica rispecchia la stessa che accompagna ogni singola esistenza
umana, condannata all'infinito alla vana ricerca di ordine e senso. Della
serie: quando l'hardcore diventa metafisica! Inutile chiamare in causa
qualche gruppo di riferimento; indubbiamente ci sono, ma se da una parte
personalmente non ho molta esperienza con queste sonorità, dall'altra
le influenze sono talmente tante e varie che fare dei nomi contribuirebbe
solo a confondere le idee, invece di chiarirle. Insomma, un lavoro ed
un gruppo da tenere nella massima considerazione da tutti gli amanti delle
sonorità di peso, oscure ed emozionanti, ma da consigliare anche a chi
in genere non ascolta roba così estrema. Pensare ogni tanto fa bene, e
per fortuna che in giro esiste ancora chi suona musica fatta prima di
tutto con la testa e con il cuore che per cazzeggio, o peggio ancora per
biechi interessi ben poco artistici… (munnezza.tk)
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